Conversazioni angeliche

Conversazioni angeliche. Il femminino e l’inconscio nella musica del XVIII secolo

Teatro La Fenice, Sale Apollinee, 9 marzo ore 20,15
Conversazioni angeliche
Il femminino e l’inconscio nella musica del XVIII secolo

Musiche di B.Franklin, W.A. Mozart,, J.A. Hasse, D. Cimarosa, F.X. Süßmayr

Susanna Armani soprano
Christa Schönfeldinger glassharmonica
Gerald Schönfeldinger verrophon
Andrea Crosara violino
Simone Tieppo violoncello
Bruno Volpato clavicembalo

Nel 1762 Benjamin Franklin inventò un nuovo strumento di vetro chiamato Armonica che, dopo uno straordinario successo iniziale, divenne oggetto di un misterioso declino dovuto forse alle tormentate vicende biografiche delle interpreti, prevalentemente donne, che lo avevano fatto conoscere in Europa.
Mozart sentì per la prima volta l’Armonica nella famosa casa in Landstrasse 261 del dottor Franz Anton Mesmer, il discusso medico viennese che fu alle origini di nuovi metodi di cura delle malattie psichiche e di quel movimento, noto come Societé de l’Harmonie Universelle, da cui scaturirono importanti scoperte come l’ipnosi ossia il sonnanbulismo provocato. Nell’ultimo anno della sua vita Mozart scrisse per l’armonicista cieca Marianne Kirchgaessner due capolavori (K 617 e 617a), che sarà possibile ascoltare, per la prima volta in Italia, nell’interpretazione dell’artista viennese Christa Schoenfeldinger tra i pochissimi artisti specialisti dell’Armonica. Ma l’orizzonte compositivo di coloro che hanno scritto per il raro strumento di vetro è più ampio di quel che si crede generalmente e comprende un autore di primo piano come Domenico Cimarosa (un’Aria per soprano e armonica inedita, recentemete ritrovata testimonierebbe addirittura del suo coinvolgimento nel movimento di Mesmer), il sassone J.A. Hasse, che scrisse appositamente per le sorelle Marianne e Cecilia Davies una cantata su testo di Metastasio intitolata L’Armonica, nonché l’ultimo allievo di Mozart F.X. Süßmayr.